La città di Hvar rappresenta l’unione della natura mediterannea, ricco patrimonio storico e culturale raccordato al turismo mondano.
Situato nel pitoresco ambiente naturale, voltato verso l’oriente che gli ha regalato l’attraente serenità nonché rivolto al mare che gli ha creato una ricca storia, l’isola di Hvar rappresenta un inesauribile tesoro di spettacoli, sensazioni ed avventure.
Il suo nome prende l’origine da PHAROS – nome greco per l’isola di Hvar nonché la città che all’epoca esisteva nel posto dove oggi sorge la Città Vecchia (Stari Grad).
La gloria e il potere Hvar l’ha raggiunti durante medioevo quando diventò un importante porto nell’ambito del dominio navale veneziano. Oggi, invece, Hvar risulta un importante centro turistico dell’isola ed uno delle destinazioni turistiche preferite della costa dalmata –città popolata da abitanti sorridenti e cordiali, che sono completamente dedicati al turismo.
La storia dell’isola arriva lontano alla praistoria, di cosa testimoniano le scoperte dalle due grotte più importanti d’isola: La Grotta di Marco (Markova špilja) e La Grotta di Grapče (Grapčeva špilja) che danno la prova d’esistenza della vita sull’isola già 6000 anni fa. Le scoperte caratteristiche di ceramica colorata definiscono la separata cultura lesiniana (3500 - 2500 ante cristo). La presentazione più vecchia d’un nave in Europa è trovato nel frammento di una vase di ceramica dalla Grotta di Grapče.
385 ante Cristo, Parani – i greci di Ionico, fondano la città di Pharos, una colonia particolarmente agraria. La divisione catastale dello campo di Starigrad da 2500 fa, viene da quel periodo. Oggi è uno di tre campi più vecchi d’Europa con protetta divisione greca. Dopo il disastro della Siracusa a metà di 4. secolo ante Cristo, Pharos rimane senza protezione e lo prendono l’Illiri. Nel 219. ante Cristo i Romani conquistano il Pharos e cambiano il suo nome a Pharia. Nel periodo romano, su tutta la isola si costruivano le ville rustiche, con la concetrazione maggiore in Hvar, Starigrad e ai dintorni di Jelsa d’oggi.
Ai primi anni di Medioevo a Hvar sono venuti i Croati chi si sono legati alle esistente aquisizioni culturale. Nel 1420 Hvar conquistano i Veneziani fino al disastro della loro Repubblica nel 1797. Hvar è diventato il porto veneziano più importante sulla costa orientale dell’Adriatico. I periodi posteriori sono nel segno di Austria (1797.) e Francia (1806.), e le loro lotte per il Hvar.
Hvar nella seconda metà di 19. secolo e all’inizio di 20. vive una nuova prosperità dopo la nuova conquistazione degli Austriaci. In quel periodo sono sistemati tutti i porti dell’isola. La sua importanza diventa molto grande anche nel senso nautico e turistico, così giaà in quel periodo nella città di Hvar si potevano trovare 4 consolati esteri: greco, parmigiano, papale e napoletano. Nel 1858. nel convento di st. Veneranda in Hvar, si apre la prima stazione meteorologica croata. La conoscenza delle condizioni climatiche ha aiutato al promovimento del turismo lesiniano. Il risultato era la fondazione della prima Associazione turistica in Europa, nel 1868.
Nel 1918. l’isola di nuovo viene conquistata dai Italiani fino alla 1921 quando Hvar ha, insieme con il resto della Croazia entrato nel ramo, primo del Regimento Jugoslavo e poi della Repubblica Jugoslavia, dopo la seconda guerra mondiale. Con l’accetazione finale dell’indipendente paese croato (nel 1992), Hvar ha preso un ruolo nuovo nella reorganizzazione territoriale di Croazia..
I palazzi e le chiese reppresentative, i dipinti e le statue di valore, le opere letterarie e musicali di valore che nascevano dai più presti tempi praistorici fin’oggi, sono il risultato d’inspirazione inesauribile che da l’isola riflettendo la sua bellezza e i monumenti…
Hanibal Lucić, Petar Hektorović, Vinko Pribojević, Mikša Pelegrinović… sono solo dei alcuni protagonisti della cultura croata che abitavano e lavoravano sull’isola.